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Le 5 domande per capire se la casa di nuova costruzione che stai acquistando è veramente di classe energetica A (o ti stanno prendendo per i fondelli)

A volte, è facile farsi impressionare da frasi come “questo edificio è realizzato al 100% in classe A!”

Fantastico, ma…

…siamo sicuri che è veramente così?

Il vero problema è che, quando vai a vedere una casa, quello che hai davanti è solo l’esterno, l’involucro. Tutto ciò che sta nelle pareti, nel pavimento e nel soffitto non puoi vederlo.

Mettiamo il caso che tu voglia approfondire come è stata costruita quella casa. Come fai se per te i nomi dei materiali che trovi nel capitolato sono arabo o se comunque non hai la conoscenza tecnica di come si costruisce una casa?

Ed è proprio per questo che qui ti presento 5 semplici domande per capire se l’appartamento che hai intenzione di acquistare ha veramente una classe energetica A oppure ti stanno prendendo per i fondelli.

Con queste domande, non sarai un esperto di edilizia ma certamente saprai “sgamare” subito una persona che ti vuole vendere fumo o, peggio ancora, una persona impreparata da evitare peggio della peste. (Se non è preparato in ciò che fa, puoi fidarti di ciò che ti dice?)

 

DOMANDA 1: Come sono rivestite le strutture dell’edificio?

Se risponde semplicemente “cemento armato”, salutalo cordialmente e scappa a gambe levate.

Il cemento armato non è affatto un materiale isolante e quindi permetterà il passaggio dei tuoi due nemici più temibili: il caldo (d’estate) e il freddo (d’inverno). In questo modo, non solo la casa sarà invivibile e non vedrai l’ora di scappare fuori. Sarai costretto a spendere soldi extra per il riscaldamento.

È bene chiarire una cosa: il cemento armato è indispensabile ed è la spina dorsale di ogni edificio. Ma per isolare dal caldo e dal freddo (e quindi rendere l’edificio energeticamente efficiente) non basta.

Fatti dire come è stato rivestito il cemento armato. Se ti parla di materiali isolanti come il polistirene (comune polistirolo), la guaina sui terrazzi, le bettonelle ciottolate, le barriere a vapore, puoi stare tranquillo.

Abbiamo dedicato un articolo in cui ti spieghiamo per filo e per segno cosa sono questi materiali isolanti (clicca qui per leggere l’articolo).

Questo è solo l’ “ABC”. Proseguiamo.

 

DOMANDA 2: I balconi sono coibentati sopra e sotto?

Coibentazione può sembrare una parolaccia ma non vuol dire altro che isolare termicamente o acusticamente un ambiente da un altro con condizioni diverse.

Ricorda che, per quanto non viviamo sul balcone, comunque questa parte esterna della casa è a contatto con la parte interna della casa.

Coibentare i balconi sia sul pavimento e sia sulla parte del soffitto dell’appartamento di sotto è di vitale importanza per due motivi:

  1. riduci il calore d’estate e il freddo d’inverno sul balcone e quindi ne arriverà di meno in casa;
  2. in caso di pioggia forte, il balcone non assorbirà acqua facendo formare delle macchie di umidità sul soffitto dell’appartamento di sotto. Questo vuol dire che non dovrai spendere migliaia di euro (e prenderti il fastidio di avere gli operai in casa per giorni) per rifare il pavimento del balcone (togliere le mattonelle, mettere un rivestimento isolante, rimettere le mattonelle).

Nel caso te lo stessi chiedendo: sì. I danni sul soffitto del vicino sotto casa li paghi tu anche se non è casa tua perché quell’acqua è arrivata dal pavimento del tuo balcone e quindi sei stato tu a causargli il danno.

Se il pavimento è coibentato sopra e sotto puoi dormire sonni tranquilli per almeno 30/40 anni prima che il vicino venga a bussare incazzato alla tua porta.

 

DOMANDA 3: Tutti i “ponti” sono isolati? Come?

Questa è una domanda molto tecnica e che contiene un linguaggio da addetti ai lavori. Ponigli questa domanda proprio in questo modo, così capirà che davanti non ha un fesso qualunque ma una persona informata che sa il fatto suo e che non potrà riempire di chiacchiere come fa con gli altri “polli”.

I ponti non sono altro che le parti a cavallo tra l’interno e l’esterno della casa. In altre parole, collegano l’interno con l’esterno come un ponte collega 2 parti della città separate da un fiume. Per questo in gergo si chiamano così.

Qui stiamo parlando principalmente degli infissi e delle tapparelle che devono essere isolati con materiali quali lastre di polistirene sia all’interno per evitare che d’inverno si disperda il calore del riscaldamento e sia all’esterno per non far passare d’estate il calore dell’aria.

 

DOMANDA 4: La caldaia sarà centralizzata e a pompa di calore oppure a condensazione e autonoma?

Ormai lo sanno tutti. Le caldaie a condensazione sono 3 volte più efficienti delle loro antenate “a pompa di calore”. La differenza fondamentale è che riutilizzano il vapore della combustione invece di sprecarlo. In pratica, è come se avessi un’automobile che sfrutta due carburanti:

– la benzina nel serbatoio (che paghi)

– e il gas del tubo di scappamento (che non paghi).

Quindi, il risparmio è certo perché utilizzi un combustibile di scarto e che non paghi.

Bello, no?

E poi c’è la questione del riscaldamento centralizzato o autonomo.

Se il riscaldamento è centralizzato vuol dire che c’è una sola caldaia per tutto il condominio e quindi il riscaldamento arriva solo in certe ore della giornata e a volte è così intenso che sembra di stare in una casa di riposo o in un ospedale.

È assurdo ma puoi anche ritrovarti a mezze maniche d’inverno! E poi magari durante la notte è spento e ti ritrovi a battere i denti per il freddo o a svegliarti raffreddato il giorno dopo.

Oltre a non poter decidere quando e quanto riscaldarti, c’è un rischio molto più grande che corri: e se qualche condomino non paga le bollette del Gas? Il gas viene chiuso a tutti anche a te che paghi sempre.

In questo caso, infatti, per la ditta che fornisce il gas il condominio è un soggetto unico e non sta a vedere chi paga e chi non paga. Se l’amministratore non riesce a raccogliere i soldi da ciascuno e iniziano ad esserci degli arretrati che impediscono di pagare le bollette, la ditta (se sei fortunato, dopo un preavviso) ti stacca il gas dalla sera alla mattina.

E poi, finché non riallacciano il gas, statti a comprare un fornellino per riscaldare il latte per tuo figlio neonato.

Vai avanti a farti ospitare dalla suocera a pranzo o a spendere soldi per mangiare fuori casa.

E aspetta. A volte possono volerci mesi finché ti riattaccano il gas perché se le persone continuano a non pagare, l’unica cosa che l’amministratore può fare è intraprendere un’azione legale per recuperare i soldi. Queste azioni richiedono un sacco di tempo in scartoffie e procedure burocratiche che rimbalzano tra i vari uffici (ammesso che poi vadano a buon fine).

Viceversa, se il riscaldamento è autonomo, sei padrone della tua caldaia e puoi decidere quando accendere il riscaldamento e a quale temperatura, in base alle tue esigenze.

E soprattutto, non dovrai vivere con l’ansia di sapere se il mese prossimo pagheranno tutti: finché continuerai a pagare, nessuno potrà mai staccarti il gas.

 

DOMANDA 5: Il riscaldamento viene gestito con i termosifoni o a pavimento?

Se sei arrivato fino a questa domanda, allora probabilmente hai davanti una persona competente. Questo è il test finale per capire se quella casa è veramente di classe A o meno.

Abbiamo detto che le caldaie a condensazione ti fanno risparmiare rispetto a quelle a pompa di calore ma questo non è ancora sufficiente.

Infatti, devi sapere che le caldaie a condensazione lavorano con efficienza maggiore (e quindi risparmio maggiore) a 54° ma questo con i tradizionali (e ormai superati) termosifoni non è possibile.

I termosifoni per produrre calore nella stanza e fare in modo che tu non avverta freddo devono arrivare ad una temperatura di almeno 70°, cioè 16° in più di quello richiesto.

E questo fa in modo che si crei lo spreco.

Come si risolve allora?

Con l’impianto di riscaldamento a pavimento che ha bisogno di 54° o meno per tenerti al caldo senza ulteriori sprechi di gas e soldi.

E , oltretutto, tu, il tuo coniuge e i tuoi figli, potrete camminare scalzi con la piacevole sensazione del calore sui piedi e senza raffreddarvi.

 

Forse pensi che in fondo è uno spreco minimo e che puoi anche accontentarti dei termosifoni.

Attenzione. Perché i costi delle bollette possono essere più alti del 20-30% rispetto a un sistema di riscaldamento a terra.

E poi, se vorrai sostituire l’impianto a termosifoni con quello a pavimento, ti costerà un occhio della testa.

Ecco perché:

  • l’idraulico dovrà rompere tutti i muri e il pavimento,
  • dovrà togliere i tubi vecchi dell’impianto con i termosifoni
  • e mettere quelli nuovi per l’impianto a terra.

Poi, ovviamente, dovrai pagare una ditta di ristrutturazioni per ricoprire tutti i buchi a muro e rimettere le mattonelle.

A questo punto, avrai delle “toppe” in giro per la casa in corrispondenza dei tubi vecchi. E che fai, non gliela dai una pittata alle pareti?

E ovviamente, mica solo nei punti specifici (a meno che non vuoi la casa di arlecchino), ma in tutta la stanza.

Allontanati dallo schermo per evitare di sbatterci contro quando balzerai in avanti.

Alla fine della giostra, la spesa è di 35.000- 40.000 euro.

 

Con un investimento così importante come la casa, la parola d’ordine è “attenzione”.

 

Ricorda che quello della casa è un investimento enorme e devi essere certo che conservi il suo valore nel tempo, senza dover essere costretto a spendere migliaia di euro per fare lavori di ristrutturazione o adeguamento non pianificati.

Ora non hai scuse.

La prossima volta che vai a vedere un appartamento di nuova costruzione e vuoi sapere se è realmente di classe A, tira fuori gli artigli e fagli vedere che non sei uno sprovveduto.

Fagli queste 5 domande e poi torna a raccontarmi come è andata lasciandomi un commento sotto questo articolo.

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